venerdì 25 febbraio 2011

interrogazione in Consiglio Regionale

Nei giorni scorsi è stata presentata dal Consigliere Regionale Mauro Romanelli un’interrogazione riguardo l’inceneritore di Montale e le sue emissioni inquinanti. Ecco il testo originale


Ricordato che l’inceneritore di Montale tratta 120 ton/giorno (pari a circa 36,000 ton/anno), recentemente autorizzato a 150 ton/giorno (45,000 ton/anno), di rifiuti urbani, ospedalieri e speciali ed è situato in un’area al confine tra quattro comuni (Agliana, Prato, Montale, Montemurlo);

Ricordato che suddetto impianto da sempre presenta criticità, con superamenti nelle emissioni di diossine, ed ha potuto continuare a lavorare solamente grazie a deroghe;

Ricordato che il 19 luglio 2007, in seguito a controlli tra maggio e luglio che evidenziarono un importante sforamento per diossine, l’impianto fu temporaneamente chiuso: si stima, infatti, che nei mesi di funzionamento, da maggio a luglio 2007, siano stati emessi 50.000.000 ng di diossine, in altre parole quanto l’impianto avrebbe potuto emettere in quasi un anno e mezzo di attività;

Ricordato che negli ultimi anni varie analisi sia di tipo ambientale (suoli, vegetali, ecc.) che su matrici biologiche (uova, carne di manzo, polli, anatre e pesci), hanno riportato preoccupanti anomalie, così come nelle acque destinate al consumo umano e pure nel latte materno, con presenze rilevanti di diossine, policlorobifenili, metalli pesanti;

Ricordato che nel dicembre 2010, come risulta dal controllo ufficiale di Arpat, l'inceneritore di Montale ha superato il limite di attenzione di diossine pari a 50 picogrammi per metro cubo nei fumi, limite che imporrebbe l'immediata manutenzione dell'impianto;

Ricordato che il suddetto prelievo è stato fatto il 9 Dicembre 2010, ma i risultati si sono avuti il 30 dicembre e le comunicazioni il 20 gennaio;

Ricordato che in tale intervallo nessun provvedimento è stato presoo pur essendo l’inceneritore in funzione;

Considerato quindi altamente preoccupante la situazione sanitaria delle zone interessate dall’inceneritore;

Considerato che parrebbe ragionevole ipotizzare un rapporto diretto tra gli sforamenti di PM10 e l'attività dell'inceneritore;

Interroga la Giunta per conoscere

Se intende intervenire per sollecitare verifiche straordinarie, una completa opera di manutenzione, una mappatura completa degli inquinanti nell’area e un’estesa analisi epidemiologica sulla diffusione delle forme tumorali nel territorio;

Se intende sollecitare la chiusura dell'impianto nei periodi in cui si supera la soglia limite delle polveri sottili;

Se non ritiene tale caso come indicativo di una cattiva gestione dei rifiuti e non intenda finalmente intervenire per la diffusione delle tecnologie alternative senza combustione, ottenendo così benefici a livello ambientale, sanitario ed economico.