giovedì 28 gennaio 2010

diossine nel latte materno

L'ex sindaco di Montemurlo Ivano Menchetti affermò: “non sappiamo se gli inceneritori fanno bene o fanno male. Se a far prendere una posizione in merito alla nostra amministrazione comunale non sono bastati i vari sforamenti dell'impianto di Montale, le analisi sulle matrici biologiche (animali da cortile) fatte la scorsa estate anche su polli allevati sopra la Rocca in zona Cicignano speriamo che a qualcosa servano i risultati delle analisi fatte sugli abitanti nei pressi dell'inceneritore. Per le persone, in particolare le madri che allattano, questa amministrazione dovrà riservare un po' più di considerazione di quanta ne ha avuta per i polli contaminati.

Col contributo del Comitato contro l'Inceneritore di Montale, due mamme residenti nella zona limitrofa all'inceneritore di Montale, hanno fatto analizzare il proprio latte materno. Una richiesta che più volte abbiamo avanzato anche noi all'amministrazione comunale visto che anche Montemurlo si trova in piena area di ricaduta dell'inceneritore, ma nessuno ha mai dato seguito alle nostre richieste.
Ci aspettiamo che adesso le cose cambino, visto che questi risultati sono tutt'altro che rassicuranti, la somma di diossine e Pcb è risultata in entrambi i campioni superiore al limite di legge previsto per il latte bovino: 10 picogrammi per grammo di grasso in un campione e 9 picogrammi nell’altro contro un limite di 6 previsto per il latte delle mucche.
Gli inquinanti (diossine e PCB) che escono dall'inceneritore sono gli stessi che poi si ritrovano nei polli, anatre, pesci gatto, ecc…, e adesso anche nel latte materno. Le analisi infatti hanno dimostrato che le diossine trovate nel latte materno hanno un profilo del tutto sovrapponibile a quello rilevato dalle indagini dell'Asl sugli alimenti e ai dati sulle emissioni fatte da Arpat e dallo stesso gestore CIS.

E' giunto il momento di smettere di nascondersi dietro un filo d'erba o meglio la scusa secondo cui Montemurlo non abbia giurisdizione per quanto riguarda l'inceneritore di Montale. Chiediamo che, al contrario del suo predecessore, l'attuale Sindaco Mauro Lorenzini prenda una netta posizione in merito e faccia capire ai cittadini cosa importa di più alla sua amministrazione: la salute della popolazione di Montemurlo o gli interessi economico politici che vogliono tutelare l'esistenza dell'inceneritore? Il sindaco è il primo responsabile della salute pubblica.

Proprio in questi giorni l'Assessore all'Ambiente Calamai discutendo con noi riguardo la situazione dell'Inceneritore di Montale ha affermato che a tutti gli effetti l'impianto si trova in casa nostra. Da tempo denunciamo il fatto che a meno di 500 metri dall'inceneritore si trova il campo sportivo del Jolly e Montemurlo dove si allenano e giocano quotidianamente bambini ed adulti. Oste è tristemente nota come la zona rossa ovvero l'area di maggiore ricaduta di inquinanti che fuoriescono dall'inceneritore di Montale. Purtroppo anche se si tratta di ovvietà, pare che non tutti ne siano al corrente o non vogliano esserlo.

Concludiamo chiedendo che venga fatto un incontro pubblico su questa delicata situazione.


Enrico Mungai

mercoledì 20 gennaio 2010

gruppo d'acquisto solidale

Ieri sera abbiamo fatto riunione del GASCEC. Come al solito è stato più un bel conivio piuttosto che una noiosa riunione. Abbiamo parlato al calduccio del camino intervallati da qualche sorso di weiss (o di acqua, ahimé).

Pasta! Pasta! Pasta! Stiamo preparando l'ordine per comprare pasta, cereali e farine della cooperativa Alce Nero. Chi si volesse aggregare è pregato di contattarci: gascec@cittadiniuniti.org

Abbiamo trovato altri due fornitori di detersivi alla spina, creme e detergenti: Natura è, Zefiro. Quindi oltre alla Città Ecologica, nostro attuale fornitore di fiducia, abbiamo altre possibilità di acquisto.

Altre quattro famiglie si sono unite al GASCEC e con loro l'opportunità di poterci rifornire di frutta, verdura, carne e formaggi. Un altro fornitore in più oltre alla Colombaia di Lastra a Signa e l'azienda agricola de “i due falcetti” sul Montalbano.

Nel prossimo fine settimana Chiara andrà a Firenzula a visitare il “poggio del farro”, azienda agricola che vende prodotti bio a base di farro (pasta, gnocchi, gallette, biscotti e dolci...). La nostra brava responsabile del GASCEC sonderà quindi il terreno per inserirli nella lista dei fornitori.

Nota di colore: Elena aveva un bellissimo maglione, fatto a mano da lei, di lana vergine non trattata. Da lì abbiamo parlato della possibilità di fare cuscini di feltro, sciarpe, bamboline... per la materia prima non ci son problemi! Basta andare ad Oste all'EffeElle dal Signa (www.gomitoli.com)


Enrico Mungai


per approndire: www.retegas.org
Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)?
Il Gruppo d'Acquisto Solidale (G.A.S.) si costituisce, in genere, per favorire la riflessione sui temi dell'alimentazione con prodotti biologici, l'acquisto dei prodotti stessi a prezzi accessibili e per stabilire patti fiduciari tra consumatori e produttori (soprattutto locali). Si stabilisce un "canale fiduciario" tra produttori e consumatori, alimentato dal comune interesse e definito da parametri condivisi (ad esempio le 3 P di Prodotto, Processo, Progetto). Ne consegue un aumento del livello di soddisfazione per ambedue le parti. La merce termina di essere solo prodotto e diventa anche strumento di relazione tra soggetti che, oltre ai ruoli di produttori e consumatori, mettono in gioco i propri "volti" e le proprie storie! Il GAS è caratterizzato anche con tre aggettivi: piccolo, locale e solidale. Piccolo per permettere un'organizzazione semplice e per favorire la relazione tra i soci, locale perché siamo interessati e responsabili del territorio che abitiamo e solidale tra i soci, con i produttori e con l'ambiente.

Si ma... perché si chiama Solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo..

Perché nasce una G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è la ricerca di una alternativa, praticabile da subito, al modello di consumo e di economia globale ora imperante. Il gruppo, forte del contributo di tutti, è un sostegno indispensabile nella ricerca di soluzioni ed informazioni e aiuta a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte e a individuare risposte “intelligenti” e non banali ai propri bisogni.