venerdì 27 novembre 2009

Consiglio Comunale col "botto"

Che tonfo per le Istituzioni Montemurlesi! Senza voler attribuire a nessuno colpe o ragioni, ma ieri sera in Consiglio Comunale è stato davvero toccato il fondo. Siamo veramente ai limiti del ridicolo, in questa maniera si sta scimmiottando la delega che noi cittadini col nostro voto, ed attivismo politico, abbiamo attribuito a coloro ci dovrebbero amministrare.

Sindaco, Assessori e Consiglieri Comunali sono i nostri dipendenti! Siamo noi che li legittimiamo ad amministrare la nostra quotidianità: possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata, fare parchi per i bambini o svendere il territorio, privatizzare l'acqua o mantenerla sotto il nostro controllo. Sono loro che prendono queste decisioni perciò in qualità di loro titolari ci dobbiamo indignare e richiamarli all'ordine.

Ieri sera oltre ad insulti di vario genere sono anche volate, oltre che le mani, anche numerose bestemmie. Proprio qualche settimana fa è stato alzato un gran polverone per uno spettacolo teatrale tenutosi in sala Banti dove si denunciava l'indecenza di due bestemmie messe a copione, la libertà d'espressione e la verve artistica possono tutelare anche certe cose? Questo non sta a noi giudicare, ma di certo c'è che un'Istituzione pubblica quale un Consiglio Comunale non ha alcun diritto di scendere così in basso come ieri sera.

Prima si promettono interrogazioni sui toni usati in uno spettacolo teatrale e due settimane dopo succede quel che è successo, tra l'altro l'unico ad intervenire per sedare un inizio di rissa è stato il nostro Samuele Bechini.
Samuele era in sala Consiliare, come sempre, a fare le riprese per poterle pubblicare sul web, durante la sospensione della seduta, a norma di regolamento, ha interrotto le riprese e non ha cercato strumentalizzazioni riprendendo scene davvero incresciose.

Non rimane che augurarci che la buona educazione ed il rispetto civico aiutino a far sì che nel nostro Comune non accadano più certe cose e che finalmente si possano superare personalismi e lavorare, se pur in difformità di vedute, per il bene della cittadinanza.


Enrico Mungai

lunedì 23 novembre 2009

acqua: bene comune



L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua è quindi un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un principio inalienabile: l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente senza distinzioni.

Ebbene la scorsa settimana è stato mercificato un diritto fondamentale. E' stato dato il permesso di fare profitti a spese della vita stessa. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate a soggetti privati abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi (vedi il caso Veolia ad Aprilia in provincia di Roma) si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.

E' una scelta che oltretutto va in controtendenza rispetto ad altri Paesi che avendo scelto la strada della privatizzazione dell'acqua sono tornati sui propri passi ripubblicizzando i servizi idrici.

Nella Costituzione gli uomini sono tutti uguali ed egualmente devono avere gli stessi diritti. Diritti e doveri, appunto, come non mai al centro nelle nostre parole. Chi ci governa, dal singolo comune alle più alte cariche dello stato, ha il dovere di distinguersi per non abbassare la testa verso una decisione incostituzionale e senza logica se non quella del guadagno di pochi a scapito di tanti. Lasciare che il bene per eccellenza possa essere strumentalizzato è incivile e renderà tutti noi schiavi di multinazionali che professano una politica solo rivolta al vile denaro, senza guardare in faccia a nessuno crisi o non crisi, che si riesca o meno ad arrivare dignitosamente alla fine del mese.

Per questi motivi abbiamo chiesto all'amministrazione (Sindaco, Consiglio e Giunta Comunale) che si riconosca nello Statuto del Comune di Montemurlo il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, inprescindibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; che si riconosca con una delibera del Consiglio Comunale il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e si impegni ad inserire questo principio nel proprio Statuto Comunale in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto Pubblico; che vengano intraprese tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dal decreto Ronchi, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011.