mercoledì 29 luglio 2009

energie rinnovabili per i montemurlesi

Termosifoni bollenti e la finestra aperta, lampioni accesi in pieno giorno, uffici pubblici surriscaldati perché è l’unico modo per evitare che in un’altra ala dello stesso palazzo gli impiegati battano i denti, scuole in cui il riscaldamento non viene spento nei fine settimana e nelle vacanze di Natale, perché altrimenti l’alloggio del custode rimane al freddo.

Sono questi gli scenari che si presentano comunemente ai nostri cittadini e che non ci possiamo più permettere sia per una questione prettamente economica che nei riguardi dell'ambiente. Sono infatti anche questi comportamenti una delle cause dell'aumento dell'anidrite carbonica nell'atmosfera con il conseguente innalzamento delle temperature
Inoltre la situazione del nostro pianeta sempre più sottolinea la necessità di risparmiare energia e di diminuire la dipendenza dai combustibili fossili come carbone, petrolio, gas, che si trasformano in elettricità e calore emettendo anidride carbonica per passare all'utilizzo di fonti rinnovabili.

Nella carta di Montemurlo avevamo scritto:

"Dobbiamo puntare realmente sul RISPARMIO ENERGETICO e quindi sulle energie rinnovabili da utilizzare prima di tutto sugli edifici comunali. Vogliamo inoltre che i cittadini abbiano un sostegno tecnico per accedere più facilmente ai finanziamenti pubblici"

Un primo passo ufficiale è stato fatto lo scorso giovedì 24 Luglio quando alcuni nostri rappresentanti hanno incontrato l'Assessore del comune di Montemurlo Simone Calamai con delega alle energie rinnovabili .
Nell' incontro abbiamo proposto 2 progetti riguardanti il Risparmio Energetico & Energie Rinnovabili.

Il primo progetto riguarda la creazione di un Gruppo di Acquisto Fotovoltaico e cioè uno strumento messo a punto per aggregare famiglie, condomini e imprese e permettere loro di dotarsi di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, al fine di ridurre o abbattere i costi delle bollette energetiche. L’acquisto collettivo, oltre a consentire di ottenere sconti significativi sui prezzi di mercato, consentirà di avvalersi di personale competente e specializzato e di ottenere maggiori garanzie di qualità e affidabilità degli impianti. In buona sostanza, più cittadini acconsentiranno a far parte del gruppo di acquisto, più forte sarà il potere contrattuale che il Gruppo d’Acquisto avrà nei confronti delle Aziende fornitrici di tecnologia energetica alternativa, con l’obiettivo di assicurare un’alta qualità dei prodotti, con la garanzia di ottenere gli ecoincentivi, sgravi fiscali e formule di finanziamenti agevolati, il tutto a costi competitivi.
Maggiori informazioni possono essere trovate all'indirizzo http://risparmio.cittadiniuniti.org/home/gda dove è presente anche un questionario da compilare dai cittadini interessati.

Il secondo progetto che abbiamo presentato riguarda l'Analisi Energetica che ha l' obiettivo di rilevare i consumi energetici degli edifici comunali e degli impianti di illuminazione pubblica per valutarne l’attuale impatto ambientale per poi individuare gli interventi di incremento dell’efficienza energetica.
Anche per questo progetto maggiori informazioni possono essere trovate all'indirizzo http://risparmio.cittadiniuniti.org/home/analisi-energetica

Per entrambi i progetti ci siamo già attivati prendendo contatti sia con lo Sportello Energia della Provincia di Prato che con alcune Energy Service Company (anche dette ESCO) società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l'efficienza energetica assumendo su di se' il rischio dell'iniziativa e liberando il comune da ogni onere organizzativo e di investimento.
L'investimento totale per entrambi i progetti è dell'ordine 3.000€ che tra l'altro potrebbero probabilmente essere finanziati in buona parte finanziamenti della regione in scadenza il prossimo 30 Settembre.

L'assessore ha manifestato interesse ad entrambi i progetti su cui abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare, in quanto vogliamo essere parte attiva. A questo punto aspettiamo i fatti.


Marco Taiuti

lunedì 20 luglio 2009

visita a "La Colombaia"

Domenica 12 luglio - ore 16:00 - di fronte a Villa Giamari, il GaScec Montemurlo si è ritrovato per partire alla volta di Lastra a Signa, per visitare il podere La Colombaia.

Dopo qualche peripezia, anche grazie a TomTom Signa, siamo arrivati in questo luogo bellissimo. Stefano, il proprietario, ci ha accolti buttandoci subito nel suo mondo di alberi e piante di ogni genere, di frutta e verdura e di animali che con l'uomo convivono nel rispetto più totale, senza che nessuno prenda il sopravvento sugli altri.

Abbiamo visto castagni piantati accanto a meli, peri giapponesi, noci, ciliegi, ulivi e paw-paw. L'orto coltivato a zucchine, pomodori, ma anche tomatillos, fagiolini e topinambur, e appena sopra viti che non necessitano di antiparassitari. Altre piante di cui non ricordo il nome, ma che nell'insieme costituivano un giardino meraviglioso.

Come Stefano ha affermato, l'importante è la varietà, è il costruirsi un proprio giardino in cui tutto possa crescere in armonia, senza l'uso di veleni, senza voler sfruttare la natura, lasciando che anche gli animaletti si nutrano di quel che gli spetta (avremmo tanto voluto vedere uno scoiattolo, ma erano ben nascosti e non si sono mossi finchè non ce ne siamo andati).

Dopo un lungo cammino (lungo per noi gente di "città"), abbiamo ricevuto ristoro nel cortile della casa, con pane, tzaztiki fatto con yogurth di produzione propria (buonissimo), marmellate meravigliose e acqua fresca.

Durante la visita è stata raccolta al verdura del giorno, che ci siamo divisi e portati a casa. Abbiamo immortalato con un video il "solenne" momento del pagamento in Scec, a coronamento di una giornata speciale passata all'insegna dei buoni principi.



Un grazie di cuore a Stefano e alla sua famiglia, che sono stati di una gentilezza incredibile. Credi di poter dire di aver imparato tante cose e di aver avuto l'occasione di vedere una realtà davvero particolare, sotto molti punti di vista lontanissima da quello che viviamo tutti i giorni.


Chiara Chiavacci

lunedì 13 luglio 2009

primo Consiglio Comunale

Mercoledì 8 Luglio 2009 – Ore 20.30

Alle 21.05 in sala Consiliare in Via Montalese, la prima seduta del Consiglio Comunale del Comune di Montemurlo era già iniziata, e per di più la sala era gremita. Chi era scettico della puntualità dei membri avrà tempo per ricredersi, intanto si è perso i primi minuti del primo Consiglio di questa tesa legislatura.

Sembra che come prima riunione sembra sia stata usata, da parte di alcuni partecipanti sia da una parte che dall'altra, come occasione di propaganda. Forse ancora qualcuno non ha capito che adesso è arrivata l'ora di lavorare per i montemurlesi, e non di difendersi. Non sembrava il caso e il fatto rattrista e preoccupa molto.

Rattrista molto anche il fatto che di facce nuove ce ne sono davvero poche, nonostante lo sforzo che sembra esser stato effettuato dal Sindaco entrante per la nuova giunta (la cui età media è molto bassa: 34 anni). Eppure a tante persone nuove che hanno parlato, c'è da abbassare solo il cappello.

Serata soddisfacente dal punto di vista partecipativo delle persone: speriamo sia così per tutti e cinque gli anni. Se i nostri rappresentanti non si facessero influenzare spettacolarizzando i loro interventi, come invece sembra sia stato per alcuni: spero di sbagliarmi. Difficile definire quante persone abbiano partecipato all'evento. C'era il "maxi-schermo", come per i grandi eventi, in Sala Polivalente “Banti”.

Ammirevole, nei discorsi a fine serata, contrariamente a quanto fatto dalle vecchie facce per tutta la serata, la manifestazione di volontà di alcuni a partecipare attivamente al dialogo con la chiara intenzione di lavorare per Montemurlo, sia che si trovassero dalla parte dell'opposizione o meno, senza rinunciare al controllo e al giusto confronto che il Consiglio Comunale richiede.

Buon lavoro Consiglio Comunale.


Diego Cinelli

venerdì 10 luglio 2009

polli alla diossina e contaminazione alimentare

Esposto alla Procura Generale della Repubblica

E mentre sulla ben nota vicenda della contaminazione da diossina e PCB, la ASL di Pistoia incassa chi dall’interno (un medico esperto e stimato) l’accusa di aver sottovalutato il problema e di non aver emesso le necessarie ordinanze di divieto di consumo e commercializzazione dei cibi, la ASL DI PRATO si nasconde dietro un PENOSO SILENZIO, il Forum Ambientalista Nazionale, assieme ai comitati e a semplici cittadini, si rivolge alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Firenze per chiederle di indagare se nella gestione del grave episodio di contaminazione alimentare siano da ravvisare ipotesi di reato, in particolare omissione e abuso di atti di ufficio, interesse privato in atti pubblici da parte degli organi preposti al controllo, e verifica di reato in concorso di avvelenamento , tenuto conto che la diossina è la sostanza chimica più tossica in assoluto, che persiste nell’ambiente per lunghissimi anni e che arrivando all’uomo proprio attraverso la catena alimentare.

Nell’esposto si chiede anche la chiusura ed il sequestro dei due impianti di incenerimento (Montale e Baciacavallo) che continuano ad immettere nell’ambiente circostante e quindi anche nei cibi, ulteriori quantità di veleni che non possono che accrescere la pesante contaminazione emersa proprio dalle indagini fatta dalle due ASL. Comunque indipendentemente dalla REALE causa della contaminazione, il dato di fatto è che i prodotti sono contaminati, quindi invece di promuovere la Filiera Corta e l’autoconsumo come fa il Comune di Prato è necessario invece di astenersi dal consumare tali prodotti.

Infine per tutelare nell’immediato la salute delle popolazioni chiedono che sia la stessa Procura ad emettere le ordinanze che le ASL non hanno proposto e che i Sindaci non hanno firmato, di sequestro delle derrate alimentari prodotte nelle zone interessate e di divieto di consumo e commercializzazione (vedi azione fatta dal Comune di Maglie) e che i danni subiti dai produttori siano risarciti da chi ha inquinato.


Per memoria ricordiamo che:
La diossina nei polli pratesi si è trovata per puro caso, grazie (si fa per dire) alle indagini sugli alimenti che la ASL di Pistoia, insieme a quella di Prato che le ha seguite per la parte di competenza territoriale, ha fatto per verificare se e quanto l’inceneritore di Montale abbia inquinato gli alimenti: carne, uova, latte, ecc...

Le indagini sono state fatte a seguito delle pressanti richieste di comitati e popolazione, preoccupate per la salute, dopo i ripetuti superamenti dei limiti di emissione (di quasi 7 volte) delle diossine da parte dell’inceneritore di Montale, situazione che si protratta per mesi e ha esposto la popolazione a massicce dosi di cancerogeni certi.

Da queste indagini, se pur con immenso ritardo, è emerso che le diossine sono fuori legge oltre che nella carne di pollo, anche nella carne di manzo e nelle uova di gallina; della carne di maiale non si sa nulla solo perché non è stata indagata.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, nella relazione che ha accompagnato i dati sui campioni animali, ha riconosciuto che esiste una contaminazione preoccupante che per una quota parte è stata causata dall’inceneritore di Montale ma anche da altre fonti perché uno dei campioni di carne di pollo più inquinati 46,2 ng (contro un limite di legge di 4.0) proviene da un allevamento distante da Montale e fuori area di ricaduta.

Grazie a questo campione gli amministratori pistoiesi, sostenuti da ASL e ARPAT, hanno cercato di assolvere l’inceneritore di Montale trincerandosi nella tesi di un inquinamento pesante si, ma ubiquitario, quindi non esclusivamente attribuibile all’inceneritore.

Ebbene non si erano accorti che il campione di pollo ad elevatissimo contenuto di diossina di Prato era lontano dall’inceneritore di Montale, ma vicinissimo a quello di Baciacavallo.

L’inceneritore di Baciacavallo non è nuovo a questi colpi di scena, è dal 1999 che periodicamente si fanno indagini epidemiologiche che puntualmente mettono in evidenza un progressivo incremento di rischio, statisticamente significativo, per tumore al polmone (l’unico indagato), al diminuire della distanza dall’inceneritore, nell’area di ricaduta dell’inceneritore si registrano più tumori rispetto alle aree più distanti.

Nonostante questi dati siano noti da oltre dieci anni, e siano puntualmente riconfermati da studi successivi, si continua a gettare “fumo” negli occhi e si dice che ancora c’è da studiare e da approfondire. Nel corso di questi anni si è detto che non era sufficiente aver trovato il cancro (e il suo collegamento con l’inceneritore), perché si doveva trovare anche il killer.

Adesso il killer c’è, sono le diossine (inclusi PCB dioxin-like) trovate in quantità esagerata (46,2 ng contro un limite di legge di 4,0 ) nei campioni di carne di pollo e che con tutta probabilità si trovano anche nel latte, nelle uova, in tutti i nostri cibi e sicuramente anche nelle nostre carni e in quelle dei nostri figli. Siamo un territorio ed una popolazione contaminata.


I Comitati ed i cittadini da tempo esprimono grande preoccupazione non solo per i gravi danni alla salute ma anche per i danni economici e di immagine che i produttori locali e tutta l’economia agroalimentare del territorio subiranno.

Chiedono, da ormai troppo tempo, che la ASL intervenga a far rispettare la legge, c’è un decreto legislativo specifico il n° 158 del 2006 che attua la direttiva europea 2003/74/CE che, in particolare agli articoli 22, 23 e 25 dispone precisi obblighi per le autorità competenti alla vigilanza degli alimenti e per l’incolumità della salute pubblica.

mercoledì 1 luglio 2009

GaScec: gruppo di acquisto solidale

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Creare una rete di economia solidale. Questo l’obiettivo ultimo del lancio, a Montemurlo, di un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) collegato al progetto SCEC - Solidarietà ChE Cammina (un circuito di “buoni” utilizzabili per l’acquisto di beni e servizi all’interno del circuito di Arcipelago SCEC -per maggiori informazioni www.arcipelagoscec.org).

L’idea parte come iniziativa della Lista Civica Montemurlo a Cinque stelle – che alle ultime elezioni amministrative ha raccolto un lusinghiero 3,9%, con Enrico Mungai giovanissimo candidato a sindaco - come ci racconta Chiara Chiavacci, referente per l’organizzazione del GAS.

Per il momento, saremo sei, sette famiglie, un numero giusto per iniziare a rodarci, ed operiamo all’interno del Meet Up di Agliana, Montale e Montemurlo. Il funzionamento è semplice: partendo dall’idea dei gruppi di acquisto solidali – quindi acquistare all’ingrosso prodotti di uso comune e alimentari rifornendosi da piccoli produttori locali rispettosi dell’uomo e dell’ambiente – proporremo ai fornitori l’utilizzo dello SCEC come forma di integrazione al pagamento.

Il GAScec – così è stato battezzato – conta già sul supporto logistico, con la concessione di alcuni spazi come “magazzino temporaneo” dei prodotti da parte di uno dei membri, e sono stati sviluppati i primi contatti con alcuni fornitori. “Vogliamo organizzare delle visite di tutto il gruppo ai vari fornitori”, ci spiega Chiara, “per iniziare a coinvolgere tutti nelle scelte e nella gestione del GAS: ciascuno, a seconda delle proprie possibilità, è fondamentale per la buona riuscita del progetto. Non esiste nessun capo, nessuno ha il comando.

Piccoli passi, ma che potrebbero portare a grandi risultati. Per gli animatori del GAScec, l’obiettivo è quello di formare un gruppo che funzioni e che dia l'input anche ad altri GAS già esistenti (a Prato sono almeno cinque) per l'introduzione dello Scec. “Fondamentale”, ci dice ancora Chiara, “sarà il formarsi di una Rete di Economia Solidale, in cui i GAS di uno stesso territorio comunicano e collaborano per realizzare progetti di grande entità, come per esempio l’acquisto di impianti per le energie rinnovabili, telefonia, abbigliamento, in cui unire il potenziale di acquisto risulta oltremodo vantaggioso. Ma anche unire il “potenziale di acquisto” per richiedere beni e servizi su misura, che potrebbe portare a significative modifiche della realtà produttiva territoriale.

L’altro mondo possibile inizia anche da Montemurlo.


Lanfranco Nosi