La legge Reguzzoni approvata in data 10 dicembre dalla Camera dei deputati viene indicata come chiarificatrice per una corretta indicazione del marchio MADE IN ITALY.Leggendo attentamente l'articolo 1 ai commi 4 e 5 si capisce che questa legge non fa altro che indebolire la filiera tessile pratese e rafforzare le grandi firme.
Il comma 4 dell'articolo 1 sancisce che l'impiego dell'indicazione Made in Italy è permesso esclusivamente per i prodotti che hanno avuto almeno due delle fasi di lavorazione nel territorio italiano, mentre il comma 5 precisa che nel settore tessile per fasi di lavorazione si intendono la filatura, la tessitura, la nobilitazione (rifinizione e lavorazioni collegate) e la confezione compiute nel territorio italiano.
Questo significa che basta importare un tessuto dai paesi emergenti, rifinirlo e confezionarlo in Italia perché il capo finito rechi l'indicazione Made In Italy. Traducendo basta che un'impresa con sede e laboratori in italia, compri il tessuto in Cina, lo rifinisca e confezioni in Italia per poi rivenderlo "targato" Made in Italy.
Come al solito la classe politica è lontana anni luce dal mondo del lavoro. Attualizzando questa norma nella realtà pratese ci si accorge come la legge che porta la firma del leghista Reguzzoni con confirmatario il pratese PD Lulli finisca per favorire le aziende italo/cinesi che i leghisti di Prato additano come causa di tutti i mali del nostro distretto.
La conseguenza ancor peggiore di tale legge è che le filature, le tessiture, le tintorie che duramente resistono sul nostro territorio sono ulteriormente svantaggiate ed invitate al fallimento da questa abominevole legge. Infatti per dotarsi del “made in Italy” alle grandi firme non importerà assolutamente che queste lavorazioni avvengano in Italia, ma basterà loro rifinire e confezionare in Italia. Il resto verrà dai paesi emergenti o dove molte ditte italiane hanno delocalizzato causando i licenziamenti a "raffica" e il ricorso alla cassa integrazione che finirà per gravare sulle nostre tasche.
Questo bel “pacco” di Natale è il massimo che i signori politici, leghisti in primis, sono riusciti a regalarci. Saranno finalmente contenti, in un solo colpo si ammazza definitivamente questa fastidiosa bestia del distretto tessile pratese. La Lega ed il PD hanno firmato la nostra condanna a morte.
Se questo è il meglio che son riusciti a fare, ma soprattutto se ci aspettiamo un aiuto da gente che del nostro lavoro non ci capisce un bel niente, c'è davvero da pensare seriamente di chiudere baracca e burattini.
Invece no! Dobbiamo smettere di lagnarci e riattivare il cervello. Non a caso Prato è diventato un esempio da studiare alle Università. Il distretto pratese ha funzionato non perché qualcuno aveva la bacchetta magica o il fazzoletto verde nel taschino, ma perché molto intelligentemente i pratesi si sono arricciati le maniche e hanno fatto rete tra di loro. Non ci dobbiamo più accontentare di produrre in rete, ma dobbiamo anche vendere in rete! Creare un marchio di qualità serio che garantisca che il prodotto è fatto da noi, ricreare i legami nella filiera e vendere i prodotti finiti.
Solo così il distretto tessile a Prato resisterà e rinascerà!
Massimo Signori
imprenditore tessile
imprenditore tessile









4 commenti:
Aggiungo un mio personale commento alla notizia:
a scanso di equivoci e per chiarire che nessuno ce l' ha coi paesi emergenti ne tanto meno coi cinesi che sicuramente faranno, a modo loro, il loro buon lavoro e che hanno il pieno e legittimo diritto ad esportare i PROPRI prodotti, il punto è un altro: è giusto spacciare con un marchio che NON ci appartiene propri prodotti? Nessuno vuole negare a chiunque nel mondo di lavorare, produrre ed esportare ma che lo facciano creandosi LORO STESSI un proprio marchio, un proprio NOME senza usare fraudolentemente quello di altri. Questo principio sarebbe valido anche per NOI italiani qualora esportassimo prodotti spacciati per fatti altrove perchè magari è un nome di prestigio.... va da se che questo non è solo un principio astratto ma ha conseguenze pratiche concrete e tangibili.
Insomma una mezza verità equivale a tutta la verità? Se la verità va detta... diciamola tutta o non diciamola affatto. La correttezza e l' onestà non possono essere invocate solo quando fa comodo e dove sta scritto che per fare un favore a qualcuno dobbiamo "ammazzaci" noi ?
Ciao Alex!
A me la cosa che più ha sbalordito è che in questa maniera si cassa completamente ciò che sta a monte della rifinizione: filatura, tessitura e tintoria. Cioè il grosso della produzione di Prato e si paventa questa legge come la salvezza... ma qui s'è perso davvero il capo!!
Ciao Enrico,
l' Intento sembra proprio quello di stroncare le PMI che non possono o non vogliono (giustamente e legittimamente) delocalizzare, specialmente quelle che operano nel settore del tessuto .
Ho messo l' articolo anche su
http://forum.prato.net/viewtopic.php?p=4326#4326
Auguri guarisci e rimettiti presto
Alessandro
Io invece l'ho postato sul MeetUp del coordinamento regionale Toscana a 5 stelle: http://www.meetup.com/Toscana5Stelle/it/boards/thread/8297546/
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