lunedì 23 novembre 2009

acqua: bene comune



L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua è quindi un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un principio inalienabile: l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente senza distinzioni.

Ebbene la scorsa settimana è stato mercificato un diritto fondamentale. E' stato dato il permesso di fare profitti a spese della vita stessa. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate a soggetti privati abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi (vedi il caso Veolia ad Aprilia in provincia di Roma) si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.

E' una scelta che oltretutto va in controtendenza rispetto ad altri Paesi che avendo scelto la strada della privatizzazione dell'acqua sono tornati sui propri passi ripubblicizzando i servizi idrici.

Nella Costituzione gli uomini sono tutti uguali ed egualmente devono avere gli stessi diritti. Diritti e doveri, appunto, come non mai al centro nelle nostre parole. Chi ci governa, dal singolo comune alle più alte cariche dello stato, ha il dovere di distinguersi per non abbassare la testa verso una decisione incostituzionale e senza logica se non quella del guadagno di pochi a scapito di tanti. Lasciare che il bene per eccellenza possa essere strumentalizzato è incivile e renderà tutti noi schiavi di multinazionali che professano una politica solo rivolta al vile denaro, senza guardare in faccia a nessuno crisi o non crisi, che si riesca o meno ad arrivare dignitosamente alla fine del mese.

Per questi motivi abbiamo chiesto all'amministrazione (Sindaco, Consiglio e Giunta Comunale) che si riconosca nello Statuto del Comune di Montemurlo il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, inprescindibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; che si riconosca con una delibera del Consiglio Comunale il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e si impegni ad inserire questo principio nel proprio Statuto Comunale in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto Pubblico; che vengano intraprese tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dal decreto Ronchi, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011.

1 commenti:

Anna ha detto...

Bravi ragazzi! Dopo l'acqua cosa ci vorranno togliere anche l'aria che respiriamo?