Domenica 12 luglio - ore 16:00 - di fronte a Villa Giamari, il GaScec Montemurlo si è ritrovato per partire alla volta di Lastra a Signa, per visitare il podere La Colombaia.
Dopo qualche peripezia, anche grazie a TomTom Signa, siamo arrivati in questo luogo bellissimo. Stefano, il proprietario, ci ha accolti buttandoci subito nel suo mondo di alberi e piante di ogni genere, di frutta e verdura e di animali che con l'uomo convivono nel rispetto più totale, senza che nessuno prenda il sopravvento sugli altri.
Abbiamo visto castagni piantati accanto a meli, peri giapponesi, noci, ciliegi, ulivi e paw-paw. L'orto coltivato a zucchine, pomodori, ma anche tomatillos, fagiolini e topinambur, e appena sopra viti che non necessitano di antiparassitari. Altre piante di cui non ricordo il nome, ma che nell'insieme costituivano un giardino meraviglioso.
Come Stefano ha affermato, l'importante è la varietà, è il costruirsi un proprio giardino in cui tutto possa crescere in armonia, senza l'uso di veleni, senza voler sfruttare la natura, lasciando che anche gli animaletti si nutrano di quel che gli spetta (avremmo tanto voluto vedere uno scoiattolo, ma erano ben nascosti e non si sono mossi finchè non ce ne siamo andati).
Dopo un lungo cammino (lungo per noi gente di "città"), abbiamo ricevuto ristoro nel cortile della casa, con pane, tzaztiki fatto con yogurth di produzione propria (buonissimo), marmellate meravigliose e acqua fresca.
Durante la visita è stata raccolta al verdura del giorno, che ci siamo divisi e portati a casa. Abbiamo immortalato con un video il "solenne" momento del pagamento in Scec, a coronamento di una giornata speciale passata all'insegna dei buoni principi.
Un grazie di cuore a Stefano e alla sua famiglia, che sono stati di una gentilezza incredibile. Credi di poter dire di aver imparato tante cose e di aver avuto l'occasione di vedere una realtà davvero particolare, sotto molti punti di vista lontanissima da quello che viviamo tutti i giorni.
Dopo qualche peripezia, anche grazie a TomTom Signa, siamo arrivati in questo luogo bellissimo. Stefano, il proprietario, ci ha accolti buttandoci subito nel suo mondo di alberi e piante di ogni genere, di frutta e verdura e di animali che con l'uomo convivono nel rispetto più totale, senza che nessuno prenda il sopravvento sugli altri.
Abbiamo visto castagni piantati accanto a meli, peri giapponesi, noci, ciliegi, ulivi e paw-paw. L'orto coltivato a zucchine, pomodori, ma anche tomatillos, fagiolini e topinambur, e appena sopra viti che non necessitano di antiparassitari. Altre piante di cui non ricordo il nome, ma che nell'insieme costituivano un giardino meraviglioso.
Come Stefano ha affermato, l'importante è la varietà, è il costruirsi un proprio giardino in cui tutto possa crescere in armonia, senza l'uso di veleni, senza voler sfruttare la natura, lasciando che anche gli animaletti si nutrano di quel che gli spetta (avremmo tanto voluto vedere uno scoiattolo, ma erano ben nascosti e non si sono mossi finchè non ce ne siamo andati).
Dopo un lungo cammino (lungo per noi gente di "città"), abbiamo ricevuto ristoro nel cortile della casa, con pane, tzaztiki fatto con yogurth di produzione propria (buonissimo), marmellate meravigliose e acqua fresca.
Durante la visita è stata raccolta al verdura del giorno, che ci siamo divisi e portati a casa. Abbiamo immortalato con un video il "solenne" momento del pagamento in Scec, a coronamento di una giornata speciale passata all'insegna dei buoni principi.
Un grazie di cuore a Stefano e alla sua famiglia, che sono stati di una gentilezza incredibile. Credi di poter dire di aver imparato tante cose e di aver avuto l'occasione di vedere una realtà davvero particolare, sotto molti punti di vista lontanissima da quello che viviamo tutti i giorni.
Chiara Chiavacci









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