martedì 26 maggio 2009

lettera aperta a CNA

Montemurlo, 22 maggio 2009


Spettabile CNA,

sono un imprenditore tessile montemurlese , la mia ditta esiste dal 1978 e ho creato un gruppo di discussione su internet dedicato al settore tessile.

In data martedì 19 maggio 2009 sul quotidiano La Nazione nella cronaca di Prato ho letto l'intervista rilasciata dal presidente della CNA Sig.POTENZA.

Ho appreso con profondo rammarico, che la soluzione da Voi individuata per dare sollievo ai piccoli artigiani è l'INCENERITORE, che a vostro dire risolverebbe i loro problemi dal momento che farebbe risparmiare qualche euro l'anno per la TIA.
Volendo tralasciare il fatto che questo non corrisponde al vero dal momento che laddove hanno fatto gli impianti la TIA è sempre aumentata, e tralasciamo pure che questo inceneritore costerebbe circa 200.000.000 di euro che graverebbero sulle tasche della collettività, quindi anche sulle loro, pensate veramente che il problema per gli artigiani sia questo ?

Dopo aver letto questo articolo ho deciso di partecipare all’assemblea che avevate indetto per la sera stessa a Montemurlo con i candidati sindaci.

Gli artigiani che sono intervenuti vi hanno raccontato cose diverse: hanno parlato delle loro storie personali, molto toccanti, perché basate sulla fatica, sul lavoro e su aspettative deluse; hanno parlato della mancanza di lavoro, di lavoro mal retribuito e in alcuni casi anche di lavoro fatto e mai riscosso.

Ma allora non avete neppure ascoltato!
Ma dove eravate quando le maggiori industrie pratesi delocalizzavano lasciando senza lavoro i Vostri associati?

Durante la serata i candidati sindaco si sono dedicati a esporre il proprio programma, ma l'unico che ha provato a parlare di questi problemi cercando delle soluzioni è stato il candidato della lista civica Montemurlo a 5 stelle, Enrico Mungai.

Ha affermato che il problema non sono i cinesi, ma la diffusa illegalità e gli scarsi controlli in questi anni effettuati. I cinesi sono stati chiamati e voluti dalle grandi lobbies e dai politici conniventi per delocare parte della filiera produttiva e quindi ridurre i costi di manodopera, ben sapendo che ciò sarebbe avvenuto soltanto nell'illegalità. L'inerzia, o la tenuità dei controlli, non è stata assolutamente casuale.

Mungai ha evidenziato la necessità di creare un marchio di qualità che comprenda tutta la filiera produttiva tessile e che garantisca che il prodotto finito sia realizzato in ogni sua parte da artigiani della nostra area: dalla fibra al prodotto finito. Una vera certificazione e non solo un marchio senza alcun valore come l'attuale “made in Italy”.

Sarebbe inoltre fondamentale, che CNA promuovesse il prodotto fatto nel distretto. E' inutile parlare di nuovi mercati se per prima cosa non si hanno buone quote di mercato sul territorio.

A mio avviso dovrebbe essere anche attuato l’accertamento tributario automatico degli ultimi due esercizi per i furbetti che chiudono, non pagano e riaprono con altro nome. La pratica del “fallimento pilotato” molto diffusa nell'area pratese sta uccidendo il lavoro conto terzi.

Mi auguro che il nuovo presidente eletto BETTAZZI CLAUDIO sia più attento a dare risposte reali agli artigiani e che non voglia seguire le parole del vostro gruppo dirigente: "A volte bisogna saper dire la verità ai nostri associati e consigliargli di chiudere!"

Voglio sperare che le soluzioni da voi proposte, ovvero chiudere ed incenerire, non siano la direzione che CNA vorrà realmente perseguire.


Massimo Signori

Per contatti: signa@hotmail.it
Gruppo Facebook: Salviamo il tessile?
www.salviamoiltessile.blogspot.com

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