TEATRO DELL’ISTANTE
Centro di Promozione e Diffusione Teatrale
In collaborazione con
Teatro della Limonaia – Sesto Fiorentino
SILVIA GUIDI
FABIO MASCAGNI
in
LETTERA DI BAMBOLA
LETTERA DEL SOLDATO
di
Barbara Nativi
Regia Silvia Guidi e Fabio Mascagni
Lettera di bambola e Lettera del soldato sono due monologhi brevi.
Sono due scritti collegati tra loro, collegati dall’amore dei due protagonisti: la ballerina sorridente e poco intelligente e il soldatino zoppo senza arte ne parte. Il discorso mette in evidenza le miserie di uomini burattini come giocattoli manovrati dal destino.
Si tratta di uno spettacolo delicato e poetico.
In Lettera di bambola la protagonista è la graziosa ballerina della fiaba di Andersen che scrive una lettera, una lettera d’amore che lei stessa, quale testamento ultimo di un’anima destinata a morire per l’amore perduto, dedica al suo soldatino di stagno.
La bambola, nella sua immobilità, trova una collocazione di straordinaria efficacia all’interno di un cerchio di luce, quasi un carillon pietrificato.
Ci si rende subito conto, dopo la prima battuta, il primo gridolino, il primo vezzo della ballerina, che stiamo per calarci non tanto nelle angosce e nelle pene della povera sventurata ma in un graduale e inesorabile trapasso fra il mondo reale ed il mondo del sogno, della fiaba, quel mondo che ben conoscono i bambini.
In Lettera del soldato il protagonista è un soldatino zoppo che scrive una commovente lettera ai propri genitori. Alla sfortuna di essere finito nella fanteria dove un fante che non cammina vale meno di zero, si oppone la fortuna di aver conosciuto la propria ragione di vita: una graziosa ballerina.
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Domenica 19 aprile ore 17
OFFICINE DELLA CULTURA
CON IL CONTRIBUTO DI
Regionale Toscana – Sistema regionale dello Spettacolo
RETE TEATRALE ARETINA
Teatro Verdi – Monte San Savino
IL PICCOLO PRINCIPE
dal racconto di Antoine de Saint-Exupéry
adattamento del testo di Samuele Boncompagni
musiche di Massimo Ferri testi delle canzoni di Stefano Ferri
con Samuele Boncompagni
Improvvisazione scenografica Alvalenti
e con l’orchestra Statale Settantuno
Percussioni Sergio Odori
Contrabbasso Luca Baldini
Chitarra – Bouzouki Massimo Ferri
Flauto traverso Spinella Dell’Avanzato
clarinetto – fisarmonica Gianni Micheli
canta Stefano Ferri
regia e spazio scenico Gianfranco Pedullà
illuminotecnico Damien Salis
fonico Guglielmo Ridolfo Gagliano
Il Piccolo Principe è la storia più semplice e allo stesso tempo più intensa che tutti noi bbiamo letto. Una storia per ragazzi, ma soprattutto per gli adulti che non si sono mai dimenticati completamente di essere stati dei bambini.
L’allestimento di Officine della Cultura, per la regia di Gianfranco Pedullà, vede in scena un narratore/aviatore (Samuele Boncompagni), accompagnato nel suo raccontare dall’orchestra Statale Settantuno, a cui è affidato non solo il compito di sottolineare con le atmosfere musicali i vari passaggi della storia, ma anche quello di raccontarne delle parti importanti attraverso dieci “canzoni” originali.
La composizione delle musiche (tutte originali) è di Massimo Ferri, coadiuvato negli arrangiamenti da Luca Baldini, mentre i testi delle canzoni sono adattati da Stefano Ferri.
Il tutto è impreziosito dalla proiezione delle illustrazioni disegnate dal vivo da Alvalenti, affermato grafico, illustratore e umorista senese.
Nello spettacolo viene anche proposto un interessante accostamento tra il racconto del Piccolo Principe e la vita del suo autore Saint-Exupéry, aviatore, scomparso misteriosamente nel corso della seconda guerra mondiale e di cui è stato recentemente ritrovata la carcassa dell’aereo.
Un racconto, un concerto, un intreccio tra musica, teatro ed immagini, ma anche un gioco in cui tutti saranno invitati a ricordare, a raccontare, a disegnare: una pecora, un serpente, una stella…
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Giovedì 7 maggio ore 21.15
KATIA BENI
in
TRASH RECITAL
di Katia Beni, Donatella Diamanti, Fabio Genovesi.
E pensare che KATIA BENI si era iscritta a Fisica! Ebbene sì: è misurandosi con la passione per una scienza così importante per il progresso dell’umanità, che ha visto (e vede) protagonisti geniali pensatori, che KATIA BENI ha potuto scoprire e comprendere la sua vera indole: la COMICITA’. Suo malgrado (e nonostante gli sforzi prodotti durante le lezioni, le fasi di sperimentazione, l’applicazione del pensiero logico), a lei capitava di produrre ilarità attraverso deduzioni che le uscivano - quasi sempre - del tutto illogiche.
E’ attraverso l’analisi dei fenomeni circostanti che le è capitato di compiere, che nasce questo recital, scaturito da una capacità non comune: l’osservazione irriverente del mondo.










3 commenti:
un parola sulla nuova sala banti
come hanno buttato via i quattrini a rifarla....nel 900 con la scuola sono stato la parecchie volte! c'erano i gradini e si stava li seduti...ora con le nuove poltroncine una persona di appena un po di chili in piu nemmeno c'entra a sedere se non i prima fila!! complimenti!
In effetti non è il massimo della comodità, anzi... io non sono gigante, ma ho difficoltà nel deambularvici. Immagino persone sopra gli 80 kg che fatica!
E' comunque un bel auditorium.
perchè non hai visto il De cotis quando si siede li...sembra di vedere un contorsionista!!! wuahahaHAHAHAHA CIAO DECO!!! ma ti ricordi nel 900 quando si serviva messa assieme?
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