lunedì 6 aprile 2009

teatro alla sala Banti

Venerdì 10 aprile ore 21.15


TEATRO DELL’ISTANTE

Centro di Promozione e Diffusione Teatrale

In collaborazione con

Teatro della Limonaia – Sesto Fiorentino

SILVIA GUIDI

FABIO MASCAGNI

in

LETTERA DI BAMBOLA

LETTERA DEL SOLDATO

di

Barbara Nativi

Regia Silvia Guidi e Fabio Mascagni


Lettera di bambola e Lettera del soldato sono due monologhi brevi.

Sono due scritti collegati tra loro, collegati dall’amore dei due protagonisti: la ballerina sorridente e poco intelligente e il soldatino zoppo senza arte ne parte. Il discorso mette in evidenza le miserie di uomini burattini come giocattoli manovrati dal destino.

Si tratta di uno spettacolo delicato e poetico.

In Lettera di bambola la protagonista è la graziosa ballerina della fiaba di Andersen che scrive una lettera, una lettera d’amore che lei stessa, quale testamento ultimo di un’anima destinata a morire per l’amore perduto, dedica al suo soldatino di stagno.

La bambola, nella sua immobilità, trova una collocazione di straordinaria efficacia all’interno di un cerchio di luce, quasi un carillon pietrificato.

Ci si rende subito conto, dopo la prima battuta, il primo gridolino, il primo vezzo della ballerina, che stiamo per calarci non tanto nelle angosce e nelle pene della povera sventurata ma in un graduale e inesorabile trapasso fra il mondo reale ed il mondo del sogno, della fiaba, quel mondo che ben conoscono i bambini.

In Lettera del soldato il protagonista è un soldatino zoppo che scrive una commovente lettera ai propri genitori. Alla sfortuna di essere finito nella fanteria dove un fante che non cammina vale meno di zero, si oppone la fortuna di aver conosciuto la propria ragione di vita: una graziosa ballerina.



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Domenica 19 aprile ore 17


OFFICINE DELLA CULTURA

CON IL CONTRIBUTO DI

Regionale Toscana – Sistema regionale dello Spettacolo

RETE TEATRALE ARETINA

Teatro Verdi – Monte San Savino

IL PICCOLO PRINCIPE

dal racconto di Antoine de Saint-Exupéry


adattamento del testo di Samuele Boncompagni

musiche di Massimo Ferri testi delle canzoni di Stefano Ferri

con Samuele Boncompagni

Improvvisazione scenografica Alvalenti

e con l’orchestra Statale Settantuno

Percussioni Sergio Odori

Contrabbasso Luca Baldini

Chitarra – Bouzouki Massimo Ferri

Flauto traverso Spinella Dell’Avanzato

clarinetto – fisarmonica Gianni Micheli

canta Stefano Ferri


regia e spazio scenico Gianfranco Pedullà

illuminotecnico Damien Salis

fonico Guglielmo Ridolfo Gagliano


Il Piccolo Principe è la storia più semplice e allo stesso tempo più intensa che tutti noi bbiamo letto. Una storia per ragazzi, ma soprattutto per gli adulti che non si sono mai dimenticati completamente di essere stati dei bambini.

L’allestimento di Officine della Cultura, per la regia di Gianfranco Pedullà, vede in scena un narratore/aviatore (Samuele Boncompagni), accompagnato nel suo raccontare dall’orchestra Statale Settantuno, a cui è affidato non solo il compito di sottolineare con le atmosfere musicali i vari passaggi della storia, ma anche quello di raccontarne delle parti importanti attraverso dieci “canzoni” originali.

La composizione delle musiche (tutte originali) è di Massimo Ferri, coadiuvato negli arrangiamenti da Luca Baldini, mentre i testi delle canzoni sono adattati da Stefano Ferri.

Il tutto è impreziosito dalla proiezione delle illustrazioni disegnate dal vivo da Alvalenti, affermato grafico, illustratore e umorista senese.

Nello spettacolo viene anche proposto un interessante accostamento tra il racconto del Piccolo Principe e la vita del suo autore Saint-Exupéry, aviatore, scomparso misteriosamente nel corso della seconda guerra mondiale e di cui è stato recentemente ritrovata la carcassa dell’aereo.

Un racconto, un concerto, un intreccio tra musica, teatro ed immagini, ma anche un gioco in cui tutti saranno invitati a ricordare, a raccontare, a disegnare: una pecora, un serpente, una stella…



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Giovedì 7 maggio ore 21.15


KATIA BENI

in

TRASH RECITAL

di Katia Beni, Donatella Diamanti, Fabio Genovesi.


E pensare che KATIA BENI si era iscritta a Fisica! Ebbene sì: è misurandosi con la passione per una scienza così importante per il progresso dell’umanità, che ha visto (e vede) protagonisti geniali pensatori, che KATIA BENI ha potuto scoprire e comprendere la sua vera indole: la COMICITA’. Suo malgrado (e nonostante gli sforzi prodotti durante le lezioni, le fasi di sperimentazione, l’applicazione del pensiero logico), a lei capitava di produrre ilarità attraverso deduzioni che le uscivano - quasi sempre - del tutto illogiche.

E’ attraverso l’analisi dei fenomeni circostanti che le è capitato di compiere, che nasce questo recital, scaturito da una capacità non comune: l’osservazione irriverente del mondo.

Lo spettacolo è un entusiasmante assemblaggio di follia, demenzialità e comicità, dove “tutto diventa relativo”, compreso il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato a partecipare ed interagire con le continue improvvisazioni della protagonista. Un vero e proprio viaggio attraverso i tanti luoghi comuni che ci riserva il nostro tempo: fatto di fretta e incomunicabilità; un tempo in cui se non sai “navigare in internet”, sei considerato “uno da internare”; un tempo in cui le seghe mentali non sono più una metafora, perché tutto è oramai virtuale, compreso il sesso. Lo spettacolo è un ritratto spietato e tenero dei comportamenti del genere umano: donne, uomini, giovani, vecchi, visti attraverso i loro splendori e le loro miserie. Ma sempre tendendo ad un possibile risultato: la capacità di comunicare con affetto e solidarietà, la derisione dei mille errori che la vita ci induce a commettere.

3 commenti:

LaFouine ha detto...

un parola sulla nuova sala banti

come hanno buttato via i quattrini a rifarla....nel 900 con la scuola sono stato la parecchie volte! c'erano i gradini e si stava li seduti...ora con le nuove poltroncine una persona di appena un po di chili in piu nemmeno c'entra a sedere se non i prima fila!! complimenti!

Enrico ha detto...

In effetti non è il massimo della comodità, anzi... io non sono gigante, ma ho difficoltà nel deambularvici. Immagino persone sopra gli 80 kg che fatica!

E' comunque un bel auditorium.

LaFouine ha detto...

perchè non hai visto il De cotis quando si siede li...sembra di vedere un contorsionista!!! wuahahaHAHAHAHA CIAO DECO!!! ma ti ricordi nel 900 quando si serviva messa assieme?